lunedì 13 ottobre 2008

La Festa della Carta

La Festa della Carta è per la nostra associazione un avvenimento ricco di significati. In un certo senso è un punto d’arrivo: si potranno vedere in funzione le macchine e le attrezzature necessarie per la fabbricazione della carta, costruite e restaurate negli ultimi mesi, come avete potuto leggere nel numero scorso. È, anche e soprattutto, un punto di partenza: dopo la festa le macchine saranno imballate e spedite alla volta di Chimbote, in Perù, dove entreranno in funzione nella cartiera che stiamo costruendo. Ci onora a questo proposito che S.E. Monsignor Diego Coletti, Vescovo di Como, voglia sottolineare l’importanza di questo momento impartendo alle macchine la Sua benedizione. 
La festa è poi un’occasione di conoscenza: ricorderemo l’antica tradizione cartaria di Maslianico e della Valle del Breggia, in passato assai viva, attraverso l’attività di cartiere e di officine per la costruzione di macchine specializzate, ed oggi ancora ben presente nella popolazione. La fabbricazione della carta a mano sarà dimostrata dal Maestro Sandro Tiberi, che per l’occasione ci raggiungerà da Fabriano. Infine si potrà ammirare una raccolta di filigrane, provenienti dalle collezioni Avoltini, Giancarlo Carcano, Mazzola e Moncini. E poiché la teoria da sola non basta, ma occorrono persone che la mettano in pratica, faremo conoscenza con l’attività di due organizzazioni fondamentali per la realizzazione di progetti umanitari: la “Operazione Mato Grosso” e l’Associazione “Don Bosco 3a”, nonché con una scuola che prepara i tecnici del futuro, l’IPSIA “Luigi Ripamonti” di Como. 

E poi, la festa sarà … una festa! Ci accompagnerà il Corpo Musicale di Maslianico, ci divertiremo con musiche e danze del Perù e potremo gustarne le specialità. E per chi poi pensasse ad un viaggio, sarà presente un banco informativo a cura dell’Ufficio Turistico del Consolato Generale del Perù di Milano. 

giovedì 21 agosto 2008

La macchina continua

Quando si pensa alla macchina continua, ci si immagina un mostro lungo decine di metri e capace di produrre centinaia di metri quadrati di carta al minuto. Naturalmente, non si tratta del nostro caso. La macchina di cui stiamo parlando riproduce fedelmente, in scala ridotta, il funzionamento di una macchina industriale ed è stata costruita con pazienza e perizia da Mirto Arnaboldi e Pierluigi Mazzola, un tempo collaboratori della Cartiera Ventura di Cernobbio ed ora in pensione. Ovviamente, se l’originale è lungo qualche decina di metri, la riproduzione in scala è lunga qualche metro; non si tratta dunque di un modellino! Il Comune di Maslianico, attuale proprietario della macchina, ha preso a cuore la nostra iniziativa ed ha deciso di donarcela. Gliene siamo immensamente grati. Anche questa macchina sarà funzionante durante quella manifestazione di cui ora è arrivato il momento di parlare.

mercoledì 20 agosto 2008

La raffinatrice olandese

Raffinatrice olandese
Come dice il nome, la raffinatrice è stata inventata in Olanda alla fine del diciassettesimo secolo per sostituire i pestelli in uso fino a quel momento; a più di tre secoli dalla sua invenzione è tuttora la macchina ideale per la fabbricazione artigianaledella carta e per la preparazione di carte pregiate.

Come funziona? Immaginate una vasca ovale, con un setto centrale che la fa assomigliare ad una pista ad anello, il tutto riempito d’acqua e di materiale da raffinare (cotone, cellulosa industriale, fibre vegetali e così via). Più o meno a metà di uno dei bracci rettilinei si trova una ruota, simile a quella di un mulino e provvista di tante lame fissate alla superficie; sul fondo della vasca sono poi montate altre lame, posizionate in modo da sfiorare le lame della ruota. Durante il funzionamento della macchina il materiale da raffinare è costretto a passare tra le lame della ruota, posta in rotazione da un motore, e quelle fisse, subendo così la separazione e l’accorciamento delle fibre che lo compongono; la rotazione della ruota mantiene poi in circolazione tutto il materiale contenuto nella vasca, in modo da sottoporlo più volte all’azione delle lame.

Questo in breve il funzionamento. Ovviamente ci sono raffinatrici enormi e, all’altro estremo, raffinatrici poco più grandi di una tinozza; la nostra raffinatrice è adatta per un volume di produzione artigianale, con una capacità di 0,7 m³ d’impasto.

Mentre state leggendo questa newsletter la macchina è in costruzione presso la ditta Damiano Fasana di Como–Tavernola, anche grazie a parte del materiale che ci è stato donato dalle ditte Cerutti & Urio di Cernobbio, Fasana Costantino di Cernobbio e Silfer di Albavilla. Potrete vederla funzionante durante la manifestazione di cui parleremo più avanti.

giovedì 15 maggio 2008

Un’occasione per farci conoscere

Si parlava prima di risorse del nostro territorio. Ebbene, non si tratta solo di esperienze tecniche. Il Comune di Maslianico, di antica tradizione nel campo della carta, ha preso a cuore il nostro progetto sostenendoci in vari modi. E così il 10 maggio abbiamo potuto avere una sala a disposizione per presentarci e per intrattenere il pubblico con una recita dell’Associazione Artistico-Culturale Felice Spindler, che generosamente ha messo a nostra disposizione il talento dei suoi attori devolvendoci l’incasso della serata. La rielaborazione in dialetto comasco, ad opera di Piero Collina, de “I Promessi Sposi” non ha lasciato nessuno indifferente. Momenti di comicità e di commozione si sono seguiti per tutta la serata fino all’applauso finale. La generosità del pubblico, che qui ringraziamo, ci ha permesso di raccogliere ben 1375 Euro!

martedì 22 aprile 2008

Un po’ di storia

L’Associazione Progetto Chimbote – Carta a mano nelle Ande si è costituita ufficialmente il 7 aprile 2008, come continuazione di un cammino iniziato qualche tempo prima da un gruppo di amici, tutti contagiati dall’entusiasmo di quell’Angelo Moncini che abbiamo già incontrato.

Vogliamo mantenere la promessa di essere brevi e quindi trascureremo i particolari tecnici. Diremo solo che abbiamo passato un periodo entusiasmante alla riscoperta di una tecnologia e di una tradizione secolari, entrando in contatto con luoghi storici come Fabriano e Pescia. E poiché per insegnare bisogna prima imparare, ci siamo messi a fabbricare carta noi stessi. Il giorno 26 marzo 2008 la prima posta di fogli è uscita dalla pressa! Ma non basta: occorre studiare, progettare, disegnare, elaborare idee all’interno dell’associazione e farci conoscere all’esterno. E di questo parleremo più avanti.

domenica 20 aprile 2008

Chi siamo e cosa vogliamo

Siamo un’Associazione da poco costituita. Abbiamo un obiettivo, quello di insegnare un mestiere a ragazzi peruviani che altrimenti sarebbero costretti ad emigrare o, per usare un eufemismo, a vivere d’espedienti.

In questo non siamo i soli e non siamo i primi. Uno straordinario esempio è l’attività dell’Operazione Mato Grosso, che in pochi anni ha reso economicamente indipendenti alcune migliaia di giovani, tra ragazzi e ragazze. Come è avvenuto il miracolo? Semplice: addestrandoli nella falegnameria, nella lavorazione della pietra, nella maglieria, ed insegnando loro a gestire in modo autonomo queste attività.

Con un tale modello in mente, ci siamo proposti di tramandare ai giovani di Chimbote, una delle città più problematiche del Perù, un mestiere che da noi va scomparendo: la fabbricazione artigianale della carta e dei prodotti cartotecnici. Perché proprio la carta? Intanto perché la produzione artigianale della carta richiede molta mano d’opera con poco investimento di capitale, impiega materie prime povere e soffre poco della concorrenza da parte del mondo industrializzato. Ma anche perché la scelta di questa attività ci permette di attingere a tante preziose esperienze che sono diffuse sul nostro territorio e derivano da un’antica tradizione.

Chi siamo allora? Un’associazione, nata dall’entusiasmo contagioso di uno di noi, Angelo Moncini, attivo da una vita nella cartotecnica ed entrato in contatto con la realtà peruviana. Un’associazione in cui ciascuno dà il suo contributo di tempo e di conoscenze per raggiungere l’obiettivo.