mercoledì 20 agosto 2008

La raffinatrice olandese

Raffinatrice olandese
Come dice il nome, la raffinatrice è stata inventata in Olanda alla fine del diciassettesimo secolo per sostituire i pestelli in uso fino a quel momento; a più di tre secoli dalla sua invenzione è tuttora la macchina ideale per la fabbricazione artigianaledella carta e per la preparazione di carte pregiate.

Come funziona? Immaginate una vasca ovale, con un setto centrale che la fa assomigliare ad una pista ad anello, il tutto riempito d’acqua e di materiale da raffinare (cotone, cellulosa industriale, fibre vegetali e così via). Più o meno a metà di uno dei bracci rettilinei si trova una ruota, simile a quella di un mulino e provvista di tante lame fissate alla superficie; sul fondo della vasca sono poi montate altre lame, posizionate in modo da sfiorare le lame della ruota. Durante il funzionamento della macchina il materiale da raffinare è costretto a passare tra le lame della ruota, posta in rotazione da un motore, e quelle fisse, subendo così la separazione e l’accorciamento delle fibre che lo compongono; la rotazione della ruota mantiene poi in circolazione tutto il materiale contenuto nella vasca, in modo da sottoporlo più volte all’azione delle lame.

Questo in breve il funzionamento. Ovviamente ci sono raffinatrici enormi e, all’altro estremo, raffinatrici poco più grandi di una tinozza; la nostra raffinatrice è adatta per un volume di produzione artigianale, con una capacità di 0,7 m³ d’impasto.

Mentre state leggendo questa newsletter la macchina è in costruzione presso la ditta Damiano Fasana di Como–Tavernola, anche grazie a parte del materiale che ci è stato donato dalle ditte Cerutti & Urio di Cernobbio, Fasana Costantino di Cernobbio e Silfer di Albavilla. Potrete vederla funzionante durante la manifestazione di cui parleremo più avanti.