domenica 18 dicembre 2011

La Papelera è finita!

Ecco la casa finita! Certamente ricordate le foto del giorno in cui fu inaugurato l’edificio: era pronto il piano terreno, così che si potesse cominciare a lavorare, mentre del primo piano esisteva solo una fila di pilastri di cemento. Bene, ora la costruzione è ultimata e siamo lieti di potervela mostrare.
L’edificio della Papelera Don Bosco, ora completo.
È una novità importante, ma non è la sola. Uno sguardo alle due foto che seguono già ci dice di che si tratta:
l’impiego diretto del cotone come materia prima, che permetterà di realizzare una produzione della carta a ciclo completo. Finora, nella fase iniziale della sua attività, la Papelera Don Bosco ha prodotto carta partendo dalla cellulosa di cotone, un semilavorato ottenuto dal cotone grezzo con vari trattamenti chimici e fisici di raffinazione, sgrassatura e sbiancatura. Ad un certo momento però ci si è chiesti: “Perché, invece di acquistare la cellulosa di cotone, non si parte direttamente dal cotone grezzo, tanto più che qui in Perù il cotone non manca?”.
Fiocchi di cotone pronti per essere raccolti.
In Perù il cotone non manca!
E così, in occasione dell’ultimo viaggio a Chimbote, ad Angelo Moncini e Gianni Nitti si è aggiunto Gianfranco Rossetti, che ha messo a disposizione la sua esperienza di chimico. Come sempre, l’attrezzatura di partenza è ridotta all’essenziale: una pentola ed un fornello. Di più non serve: si tratta infatti di lavare a caldo il cotone con acqua ed un appropriato detergente, in modo da togliere la patina di grasso che riveste le fibre ed eliminare gli eventuali residui legnosi.

Le prove hanno dato risultati incoraggianti, tanto più che la carta così prodotta risulta molto resistente. Ma c’è dell’altro: per questo impiego non è necessario l’utilizzo di cotone in fiocchi; bastano i sottoprodotti della raccolta (i cosiddetti linters) o della lavorazione (i cascami); in entrambi i casi il materiale ha un costo molto contenuto. Vale dunque la pena di andare avanti, cercando per prima cosa un bollitore più grande, magari usato, che permetta di trattare una quantità di cotone sufficiente per una carica della raffinatrice. Si tratta di uno sviluppo interessante, che seguiremo insieme.

Le novità però non finiscono qui: dopo molto lavoro è stata montata e messa in funzione la satina, un tipo di calandra che serve a rendere liscia e compatta la superficie del foglio. Nella Papelera Don Bosco la satina sarà impiegata principalmente per la produzione di fogli per disegno artistico: questi sono attualmente disponibili nella finitura ruvida e presto, grazie a questa macchina, lo saranno anche in quella liscia. Nelle figure che seguono si possono vedere una fase del montaggio e la macchina pronta.
La satina vista dal lato volano
Guardandola nel suo insieme ed osservandone i particolari, non si può negare che questa macchina abbia una sua bellezza!

sabato 5 marzo 2011

Nuove strade

Chi ci ha seguito fin qui conosce i risultati che i ragazzi di Chimbote hanno saputo ottenere. Ebbene, questo non basta: occorre imboccare nuove strade, evolversi, sviluppare nuovi prodotti che dimostrino il livello tecnico raggiunto. Proprio per questo, per posizionare la Papelera Don Bosco nel segmento più alto del mercato, si è deciso di iniziare la produzione di carta per acquarello e di partecipazioni di nozze. E che non si tratti di partecipazioni  qualunque lo vedremo in questo racconto fotografico.
Le partecipazioni sono stampate su carta a mano della migliore qualità .... 
.... che può mostrare in filigrana le iniziali degli sposi. 
Le iniziali possono anche essere inserite in un cartiglio, sempre in filigrana ... 
Ed ecco una partecipazione finita, dove la luce radente mette bene in evidenza la filigrana:
Anche la busta ha ricevuto la giusta attenzione ... 
... con un’impressione a secco che ne certifica la provenienza. 
A fianco dei canali di vendita tradizionali, si è pensato di utilizzare anche le possibilità di vendita online offerte da Internet, creando un sito apposito. Ma di questo parleremo più avanti. 
Le tecniche della filigrana e dell’impressione a secco saranno applicate anche nella fabbricazione di carta da lettera di lusso.

venerdì 4 marzo 2011

Filigrane

Uno dei punti di forza della Papelera è la tecnica della filigrana. Come vi abbiamo già raccontato, la filigrana si ottiene diminuendo lo spessore della carta nei punti voluti, in modo da formare un disegno. Tale diminuzione di spessore si ottiene applicando sul telaio di formazione della carta una matrice che riproduce il disegno da realizzare. Ed ecco un telaio con matrice, mostrato orgogliosamente da Michi: 
 http://www.cartaamanonelleande.org/IT/galleria_filigrane
La preparazione del telaio è preceduta da un lavoro di grande precisione, cioè la formazione della matrice, di cui qui vediamo un esempio:
 http://www.cartaamanonelleande.org/IT/galleria_filigrane
La matrice può essere costruita con procedimenti di fotoincisione, oppure con la tecnica del traforo. La forma, sulla quale la matrice è cucita con filo sottile, viene utilizzata nel modo tradizionale, come si vede dall’immagine qui sotto, che mostra un foglio appena separato dalla forma e posato sul feltro.
 http://www.cartaamanonelleande.org/IT/galleria_filigrane
Ed infine, ecco il risultato: un foglio steso ad asciugare che riceverà un giorno l’iscrizione di un diploma:
 http://www.cartaamanonelleande.org/IT/galleria_filigrane